
Nella guerra tra siti produttivi, perde la Sicilia e vince la Serbia. Come avevamo anticipato nel numero di giugno di "Quattroruote", la microcar che Fiat metterà sul mercato nel 2010, e che noi abbiamo svelato per primi chiamandola Topolino (nelle foto, la nostra ricostruzione al computer), sarà realizzata nello stabilimento della Zastava di Kragujevac, vicino a Belgrado, e non nell’impianto di Termini Imerese, in provincia di Palermo, come era stato inizialmente ipotizzato.
La decisione della Fiat è stata determinata da un lato dalla mancata firma del contratto di programma da 1,3 miliardi di euro, che avrebbe permesso di sbloccare finanziamenti, contributi statali e regionali e di dare il via a nuove assunzioni nella fabbrica siciliana, dall’altra dalla firma dell’accordo con Zastava, un paio di mesi fa, che ha dato vita a una joint-venture italo-serba a maggioranza Fiat.
Secondo un’interessante inchiesta de "Il Sole 24 Ore", le autorità serbe forniranno incentivi e agevolazioni fiscali – tra cui una zona franca per i subfornitori che potranno importare materie prime e semilavorati senza dazi – nonché l’uso gratuito dei terreni per eventuali ampliamenti dell’impianto. A tutto ciò si aggiungono i vantaggi di un costo del lavoro senza confronti con il nostro: lo stipendio medio lordo di un operaio serbo è di 450 euro mensili.
Per la Fiat l’accordo con Zastava costituisce un importante testa di ponte per i mercati dell’est europeo, in particolare la Russia, dopo che la casa italiana s’è fatta soffiare dalla Renault l’intesa con la Avtovaz. La Serbia, particolare non trascurabile, ha con la Russia un accordo di libero scambio che favorirà l’esportazione verso quello che tutte le case considerano il mercato più promettente sul suolo europeo.
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