Fiat e Chrysler si sono dunque fidanzate e si preparano a celebrare un matrimonio entro aprile, ovviamente di interesse, mettendo i comune i loro beni, ma senza sborsare un solo centesimo, sia esso di euro o di dollaro. Questo prevede la lettera di intenti tra Fiat, Chrysler e Cerberus, il fondo privato di investimento che nell’agosto del 2007 ha rilevato l’80,1% del Costruttore americano da Daimler che detiene ancora la rimanente quota del 19,9%.
Vediamo di analizzare i contenuti di questa lettera, così com’è stata presentata dai contraenti. Fiat darebbe a Chrysler tecnologie, componenti e supporto manageriale per quanto riguarda le piattaforme delle vetture definite a basso consumo e che comprendono in pratica quelle di Panda-500, Grande Punto (o anche la vecchia Punto, ancora in produzione) e Bravo con tutti i loro motori, compresi i nuovi multiair a 2 e 4 cilindri dotati di iniezione diretta con o senza turbocompressore, i Diesel 4 cilindri (ma occorrerà vedere in quali termini). In cambio, Chrysler darebbe a Fiat il 35% delle proprie azioni e l’accesso alla propria rete di distribuzione, in pratica la possibilità per il Gruppo torinese di vendere vetture in Nordamerica attraverso un’organizzazione commerciale consolidata e ramificata.
I VANTAGGI
Sulla carta sembra un accordo perfetto perché le gamme dei due Costruttori non sono sovrapponibili, anzi si integrano alla perfezione in senso verticale. Fiat tornerebbe in un mercato abbandonato a metà degli anni ‘90 che offre enormi prospettive di integrazione a livello di prodotto e industriale e anche politico e finanziario. Per il prodotto, la Casa torinese potrebbe chiedere a Chrysler la piattaforma a trazione posteriore per fare l’ammiraglia Alfa Romeo, i nuovi V6 Phoenix la cui produzione inizia alla fine del 2009 e sfruttare alcuni accordi di fornitura già finalizzati per quanto riguarda assali e cambi oltre a tutto il lavoro fatto per l’auto elettrica, compreso la fondamentale parte che riguarda le batterie per la quale è coinvolta l’americana A123, azienda nella quale hanno le mani assi del calibro di General Electric, MIT, Motorola, Procter&Gamble e Qualcomm solo per citare quelli più conosciuti. Sul versante dell’elettrificazione, Fiat è nettamente indietro rispetto agli altri costruttori. A livello industriale, Chrysler ha una testa di ponte in Europa rappresentata dalla Magna Steyr che assembla a Graz in Austria alcuni suoi modelli attraverso un accordo che termina nel 2010. Ovvio che, alla scadenza del contratto, sarebbero gli stabilimenti di Fiat a prendersi questo onere e il luogo ideale potrebbe essere proprio l’Italia visto che il nostro Paese è per il gruppo Chrysler il secondo mercato al mondo dopo il Nordamerica. Questo dà la dimensione della dipendenza del gruppo capitanato da Bob Nardelli dal mercato interno e della sua debolezza in quelli esteri. Nel 2012 scade inoltre l’accordo per la fornitura di Diesel 2 litri da parte di Volkswagen e i common rail torinesi farebbero molto comodo per i crossover Dodge Caliber e Jeep Compass e Patriot prodotti con un pianale di origine Mitsubishi Outlander, lo stesso usato da Peugeot e Citroën per la 4008 e la C-Crosser.
Viceversa, Fiat potrebbe sfruttare gli stabilimenti oggi largamente sottoutilizzati dal Costruttore americano producendo direttamente per i mercati del NAFTA (USA, Canada e Messico), non a caso la UAW (United Auto Workers), il sindacato metalmeccanico americano, ha salutato con favore questo accordo. Più prudente e critica invece è stata la FIOM. Fiat inoltre integrerebbe la propria macchina produttiva sul continente, tutta concentrata ora in Sudamerica e del quale è entrato a far parte recentemente proprio l’impianto in Brasile dove Chrysler in joint-venture con BMW (accordo stabilito nel 1996, prima dell’ingresso in scena di Daimler) ha prodotto tra il 2001 e il 2007 i 4 cilindri della famiglia Tritec per PT Cruiser e MINI prima serie. Esaurito il capitolo MINI, i 4 cilindri (1,8, 2 e 2,4 litri) Chrysler li produce con la joint-venture GEMA (Global Engine Manufacturing Alliance) insieme a Hyundai e Daimler. Fiat è intenzionata a produrre lì 4 cilindri 1,4-1,6 litri a benzina e flex-fuel, proprio quello che manca a Chrysler, soprattutto in vista di una compatta da vendere sul mercato americano. Un’alleanza tra costruttori che oggi raggiungono una massa critica di 4 milioni di pezzi all’anno rappresenta inoltre un vantaggio competitivo per la riduzione dei costi, infine la possibilità di usare monete forti come euro e dollaro riduce i pericoli derivanti dalle fluttuazioni valutarie per l’acquisto di componenti e di materie prime.
Ci sono poi le implicazioni politiche e finanziarie. Sul versante americano, il piano sarebbe per Chrysler un lasciapassare importante verso il governo americano per dimostrare che i 7 miliardi di dollari concessi (4 già presi e 3 in dirittura di arrivo) sono investiti in un’azienda che ha prospettive di sopravvivenza e di sviluppo con l’arrivo di un partner il cui management ha fatto dei piani di salvataggio la propria coccarda. Sul piano puramente finanziario, i vantaggi sarebbero maggiori per Fiat perché acquisire un asset a costo zero vuol dire non dover scomodare gli azionisti per ricapitalizzare, dimostrare che i propri asset produttivi, tecnologici e manageriali hanno un valore e quindi richiamare gli investitori sul proprio titolo per farlo salire, cosa che già sta accadendo e della quale la Fiat aveva bisogno. Quest’ultimo capitolo ha però valore più tattico che strategico: risolve cioè alcuni importanti problemi di breve termine che riguardano i due Costruttori, ma non garantisce su cosa succederà in seguito.
Conto alla rovescia per il debutto della Grande Punto, della Bravo e della Panda a doppia alimentazione benzina/Gpl. La prima verrà venduta con motore 1.4 da 77 Cv e sarà disponibile nelle versioni a 3 o a 5 porte e negli allestimenti Active e Dynamic, al prezzo di 12.300 euro al netto degli incentivi governativi. La Bravo monta invece il motore 1.4 da 90 Cv e sarà proposta negli allestimenti Active e Dynamic con prezzi a partire da 16.450. La Panda, infine, adotta il motore 1.2 da 60 Cv, avrà il solo allestimento Dynamic con un prezzo, anche qui al netto degli incentivi governativi di 10.260 euro. Il tutto presentato durante il “Porte Aperte” del 24 e 25 gennaio prossimi.
Realizzati in collaborazione con FPT – Fiat Powertrain Technologies – e con la società Landi Renzo, i modelli Fiat a doppia alimentazione adottano motorizzazioni specifiche, progettate appositamente per la massima integrazione e affidabilità con l’impianto a GPL installato direttamente in fabbrica. Ogni vettura è certificata, deliberata e garantita da Fiat Automobiles e per tale motivo può beneficiare di bonus governativi sino a 2.000 euro, validi per tutto il 2009.
A seconda dei modelli il serbatoio offre una capienza differente (il valore tiene già conto del limite dell’80% del riempimento del serbatoio previsto dalla normativa vigente): 38 litri per la Grande Punto, 41 litri per la Bravo e 31 litri per la Panda. Non solo. La commutazione da un carburante all’altro può essere effettuata in marcia tramite un pulsante specifico, a tutto vantaggio dell’autonomia complessiva.
I propulsori per le versioni GPL (progettati e forniti da FPT) adottano, a seconda dei modelli, una testata con punterie idrauliche o con valvole e relative sedi realizzate con materiali e geometrie ottimizzati per il funzionamento a GPL. Ogni motore dispone inoltre di un sistema di aspirazione specifico, per accogliere gli iniettori del GPL, oltre a tutti i relativi cablaggi elettrici supplementari già integrati. L’affidabilità di questi propulsori è garantita da un programma di sperimentazione che ha previsto una percorrenza complessiva superiore a 400.000 km. La bombola di GPL – di tipo toroidale (a ciambella) – è collocata nel vano della ruota di scorta per non sottrarre spazio al bagagliaio (è di serie il kit di gonfiaggio).
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E’ gia’ partita la caccia a Luca Rossetti, campione italiano rally 2008. In attesa che si sistemino i vari tasselli del mosaico legati al mercato-piloti, la Csai ha reso noto il calendario provvisorio del 2009. Provvisorio ma destinato a diventare probabilmente quello definitivo. Le prove in programma restano dieci con l’unica novita’ dettata dal ritorno del rally dell’Adriatico che prende il posto del rally del Salento. Sale a quattro, invece, il numero delle prove su sterrato rispetto alle tre dello scorso anno. Secondo tradizione ad aprire le danze sara’ il rally del Ciocco e della Valle del Serchio in programma dal 6 all’8 marzo.
Ma ecco nel dettaglio date e prove in calendario: 8 marzo rally del Ciocco; 5 aprile rally Adriatico; 19 aprile rally Mille Miglia; 10 maggio Targa Florio; 21 giugno rally San Marino; 12 luglio rally San Crispino; 30 agosto rally del Friuli; 13 settembre rally della Costa Smeralda; 27 settembre rally di Sanremo; 25 ottobre rally di Como.
Sarà presentata a Novembre del 2009 l’attesissima Nuova Fiat Grande Punto. La Nuova Punto sostituisce la versione uscita nel 2005 e prodotta in oltre un milione di esemplari. Si tratta di un restyling e non di un nuovo modello, che non è previsto prima del 2013.
Nelle intenzioni iniziali dei vertici di Fiat Group doveva essere un restyling marcato, pesante, quello della Grande Punto, tale cioè da rendere labile il confine tra il restyling ed il nuovo modello. Ma la crisi economica mondiale e quella, ancor più pesante, dell’auto, ha spinto i vertici verso un restyling.
La nuova Grande Punto avrà un aspetto esterno praticamente immutato ad eccezion fatta per i rinnovati gruppi ottici, sia anteriori che posteriori. Inseriti nella nuova calandra che si presenta leggermente modificata, i gruppi ottici anteriori avranno una forma più allungata e lineare, mentre il cofano sarà più alto e bombato.
Le dimensioni della Nuova Punto saranno le medesime del modello attuale, ma proprio la modifica del frontale darà l’impressione di una maggior compattezza della vettura. Più arrotondate le forme del posteriore, con luci posteriori che, almeno in alcuni modelli, saranno dotate della tecnologia a LED.
Nuovi i rivestimenti interni, maggiormente curati, con utilizzo di nuovi materiali tra quali quelli della plancia, dotati di effetto carbonio, lo stesso già adottato per l’Alfa Mito e che ha riscosso grandi apprezzamenti da parte del pubblico.
Per quanto concerne i motori, la Nuova Grande Punto utilizzerà il nuovo 1.6 Multijet, uk nuovissimo 900 cc bicilindrico e, per i motori a benzina, il sistema Stop&Start di serie.
Per realizzare nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat, a partire dalla prossima settimana, 100 «Grande Punto» al giorno alimentate a gpl, saranno possibili 100 nuove assunzioni da parte di aziende locali. L’annuncio è stato dato al termine di un incontro fra la direzione aziendale e la Rsu dello stabilimento, in cui la produzione è ripresa oggi dopo circa un mese di ferie e cassa integrazione.
La Fiom-Cgil, che ha definito «interessante» la prospettiva delle nuove assunzioni, ha chiesto alla Fiat-Sata di completare l’accordo sulla cosiddetta «mobilità orizzontale», in modo da utilizzare i lavoratori di aziende dell’indotto che hanno perso in lavoro.
In occasione delle feste natalizie, FIAT Germania ha messo a disposizione degli utenti il sito Gute Vorsaetze 2009, dove tutti, appassionati FIAT, clienti e internet users hanno potuto esprimere i propri buoni propositi per il 2009. Assieme alle persone, Fiat stessa ha comunicato le soluzioni innovative pensate per la tutela dell’ambiente e la mobilità sostenibile da mettere in atto nell’anno nuovo.
Collegandosi al sito e registrando il proprio messaggio davanti ad una webcam, le persone hanno potuto esprimere i loro propositi, come ad esempio smettere di fumare, trovare una fidanzata e imparare a cucinare. Tra tutti i contributi ricevuti, sono stati selezionati i più originali, montati in un film trasmesso sulle principali reti televisive nazionali tedesche durante il periodo natalizio, dando vita così al primo User Generated Spot.
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