Il mild hybrid conviene davvero

Andiamo subito al dunque: per utilizzo quotidiano in città e brevi tratti extraurbani, il mild hybrid è al momento il miglior compromesso, nel panorama delle motorizzazioni green. L’affermazione nasce da considerazioni che toccano il tema della mobilità sostenibile da ogni possibile angolazione, e su cui vale la pena soffermarsi.

Quando scegliamo una nuova vettura, lo facciamo tenendo a mente le nostre reali necessità, il budget a disposizione, e ciò che il mercato ha da offrirci. A ciò bisogna aggiungere fattori esogeni alla scelta, la cui influenza nella scelta d’acquisto può può assumere un peso rilevante. Stiamo parlando dell’esposizione ai messaggi pubblicitari di cui siamo target quotidiano.

Il processo di acquisto è quindi basato su una decisione razionale, alla quale fa da contraltare una forte componente emotiva; non si spiegherebbe altrimenti come mai, di tutto ciò che possediamo, un buon 80% è davvero poco utile.

Il settore automotive non è meno sensibile a tali dinamiche, anzi. Le nuove tecnologie sono qui per renderci la vita più semplice e comoda, e talvolta per farci risparmiare denaro: ben vengano. Ben accetta anche una corretta informazione su come, ciò che ci viene proposto, possa poi trovare effettiva applicazione nella vita di tutti i giorni.

La mobilità sostenibile è un concetto che nasce da necessità reali e inconfutabili, la più urgente delle quali ci chiama a ridurre le emissioni inquinanti nel minor tempo possibile.

Sulla scorta di tale necessità, governi e costruttori hanno intrapreso una rincorsa alle emissioni zero in un tempo quanto più stretto possibile. Assumendo che l’auto elettrica sia la soluzione a tutti i problemi ambientali, nonché il mezzo di trasporto del prossimo futuro, cerchiamo di puntare in quella direzione consci di come stanno le cose nella realtà, qui ed ora.

Le auto sostenibili, all’atto pratico.

Come automobilisti, quello che possiamo fare è operare una scelta che soddisfi le nostre necessità e al contempo quelle di un ecosistema sempre più ammalato di CO2. Facciamolo però con cognizione di causa, e quanto più possibile al riparo da certe campagne di eco-marketing che cannibalizzano temi così delicati.

Sappiamo che le auto elettriche mostrano ancora qualche problema, alla voce autonomia: variabile estremamente dipendente da temperatura ambiente, stile di guida e dal tipo di strada percorsa. In autostrada ad esempio, non potendo usare quasi mai la frenata rigenerativa, le percorrenze con un pieno di energia sono ancora limitate.

In inverno il rischio è quello di trovarsi con la batteria a terra, perché anche i moderni accumulatori soffrono il freddo. Se si viaggia costantemente a velocità da codice autostradale infine, la distanza tra un rifornimento e l’altro sarà davvero esigua. Rifornimento che, con le attuali tecnologie, richiede ancora tempi abbastanza lunghi. Non ultimo, il costo dell’energia elettrica: il nostro Paese riesce a rendere antieconomica anche un’auto elettrica, nelle condizioni di esercizio appena descritte.

Il costo ancora elevato per portare a casa un EV rende questa architettura ancora poco conveniente per i più, e fruibile in uno scenario d’utilizzo ristretto. A metà strada troviamo le ibride plug-in, un buon compromesso tra i vantaggi dell’auto elettrica e la praticità di utilizzo del motore endotermico.

Anche queste si ricaricano alla colonnina, ma con l’autonomia del carburante si aggirano i problemi tipici delle full electric. Il costo delle plug in tuttavia è ancora importante per la maggior parte dei listini, e ci vorrà un po’ di tempo prima che possano diventare alla portata di tutti.

Il cerchio sembra chiudersi con le mild hybrid, i cui vantaggi sono apprezzabili soprattutto in città e in extraurbano. Si tratta forse dell’architettura più sfruttabile nel quotidiano, tra quelle disponibili. L’intervento del propulsore elettrico a basse velocità aiuta il termico in quelle condizioni in cui quest’ultimo consuma di più.

La maggior efficienza dell’elettrico fa scendere consumi ed emissioni del termico, senza le complicazioni e i costi del rifornimento da colonnina, e con una spesa al momento dell’acquisto decisamente contenuta.